La Leggenda della Ritorna di Ortona - Usanze Abruzzesi

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Oggi parliamo della Leggenda della Ritorna, di Ortona. Grazie ad Andrea Frani!

Tanto tempo fa, al porto di Ortona era approdata una nave il cui capitano era quello che si considerava un "uomo di ventura", un mercante che portava con sé prodotti da tutto il mondo allora conosciuto.

L'uomo era stato accolto ed invitato a corte, data la sua enorme fama. Giunto al castello di Ortona aveva conosciuto la figlia del re, una meravigliosa principessa. Un colpo di fulmine per entrambi, immediatamente. Il capitano si era così fatto coraggio per chiedere la mano della principessa. Il Re però non era d'accordo: era contrario all'idea di concedere la mano della sua unica figlia ad un avventuriero.

(via Strada dei Parchi)

Ad ogni modo, per non indispettire troppo la figlia alla fine il Re accettò, a patto che riportasse un prodotto unico, mai visto prima da quelle parti. Un prodotto che fosse degno di un re e all'altezza della principessa. Il capitano, fiero e consapevole delle sue capacità, era quindi salpato con la promessa di tornare presto.

Passarono giorni, settimane, mesi. Alla fine il capitano non tornò. La principessa, triste per la mancanza del suo amato, lo aspettava tutti i giorni, su uno scoglio, chiamandolo e gridando "ritorna! ritorna! ritorna!" senza sapere che in realtà la nave era ormai già affondata.

Le grida erano talmente strazianti e la principessa così sopraffatta dal dolore che il mare stesso, alla fine, ebbe pietà di lei. In una notte di burrasca decise di avvolgerla in un onda e portarla con se sul fondo del mare, dove avrebbe potuto finalmente riabbracciare il suo amato.

La mattina dopo la tempesta, sulle spiagge di Ortona erano comparsi dei bauli pieni di frutti strani e mai visti prima. Si dice fossero frutti magici, capaci di far compiere imprese impossibili a chi se ne nutriva.

(via Donna Di Piante)

I frutti verdi, tondeggianti e circondati da escrescenze a punta, chiamati "cervello di scimmia" (conosciuti anche come "Moro degli Osagi") sono originari delle Indie e tutt'ora ad Ortona se ne possono trovare alberi.

Ancora oggi, ogni tanto, ci sono voci di marinai che quando passano vicino lo scoglio della principessa nelle notti burrascose dicono di udire una triste voce di ragazza che grida "Ritorna! Ritorna! Ritorna!"

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